Regione Lombardia

Cenni Storici

Ultima modifica 12 dicembre 2017

I luoghi della Bassa Bresciana videro la presenza dell'uomo dopo il 3000 a.C. proprio nel momento in cui l'uso della pietra cedeva il passo al bronzo. Questi luoghi continuarono ad essere abitati, salvo lievi spostamenti dovuti a inondazioni.

Milzano trova la propria origine esattamente in questo periodo ed è quindi uno dei paesi più antichi della Bassa Bresciana. Oggi sappiamo con esattezza che era un villaggio gallico e ciò e' documentato dai reperti ritrovati ed esposti in varie manifestazioni. Il nome stesso risale alla lingua di quel popolo celtico. Per la difesa del loro territorio i Galli costruivano delle fortificazioni chiamate Char che si pronuncia con un suono dolce e le edificavano soprattutto nelle vicinanze dei fiumi.

Milzano che si trovava nei pressi di un importante nodo stradale e di un guado del Mella, deriva da questa remota origine gallica il nome Milcha; più tardi latinizzato in Militianum. Terminato il periodo romano la storia del paese è avvolta in alcuni secoli di completa oscurità. Riemerge nell'VII secolo come proprietà della Pieve di Comella, del Priorato di Muratica ed infine del Monastero benedettino di Leno.

Tra il IX ed il X secolo si impossessa di Milzano la famiglia Gambara già Insediata a Gambara e Pralboino. I passaggi di proprietà sono numerosissimi ed Il territorio milzanese è di frequente oggetto di scambio tra i signori del tempo. Gli unici atti che ci danno notizie di Milzano prima del XVII secolo riguardano l'antica chiesa che sorgeva sulle sponde del fiume Mella e che fu poi distrutta varie volte dallo straripamento del fiume. Dopo il 1630 venne abbattuta poiché in pessime condizioni ed insufficiente a contenere la popolazione ed anche per il fatto che dopo l'inondazione catastrofica del 1549 il paese fu ricostruito verso la parte più alta per sfuggire alle inondazioni del Mella. Sulle fondamenta dell'antica chiesa fu edificata una piccola cappella attorno alla quale furono sepolti tutti i morti della terribile peste del 1630 che ridusse gli abitanti da 1.060 a 460. Sappiamo che la nuova parrocchiale chiamata a sostituire la vecchia chiesa di S. Andrea fu iniziata nel 1606 e completata prima del 1617. Il progettista è un certo Gian Antonio Avanzi, mastro costruttore molto noto ed affermato nella Bassa Bresciana. Nel frattempo i grandi proprietari che si contendono tutto il territorio di Milzano sono i Lovellongo, i Sala, i Fossati, oltre naturalmente ai Gambara che rappresentano la famiglia dominante. Milzano è il classico esempio di paese rurale, acquistato e sfruttato dai grandi capitalisti che abitavano in città e che qui costruivano solo residenze per le vacanze estive o per i periodi della caccia.

I primi atti dei Comune risalgono alla seconda metà del XVIII secolo quando la proprietà Gambara con l'avvento di Alemanno comincia a vendere molti terreni. A partire dalla seconda metà dei XVIII secolo abbiamo finalmente notizie più " concrete” sul Comune e sul suo funzionamento, certamente preesistente a questo periodo come appare da numerose relazioni vescovili, ma solo citato occasionalmente. Appaiono per la prima volta le congregazioni religiose, le attività assistenziali quali il Monte di Pietà e l'istituzione delle scuole per l'insegnamento ai ragazzi fino al dodici anni. Con un notevole ritardo rispetto ad altri, Milzano si porta al livello dei paesi vicini sul piano dell'organizzazione civile. Nelle tenebre della sua storia escono tuttavia alcune luci di notevole importanza che lo mettono in concorrenza con altre località più fortunate: si tratta di costruzioni rurali e di abitazioni padronali tra le più significative della Bassa Bresciana. Purtroppo è andato distrutto il Castello, sorto ancora prima del X secolo e del quale conserviamo solo la pianta, ma resistono all'usura dei tempo, anche se male conservate, alcune abitazioni, autentici gioielli dell'architettura della Bassa Bresciana.

La storia di Milzano evidenzia poi per alcuni secoli un notevole appiattimento poiché gestita unicamente da alcuni grossi proprietari che non conducono direttamente i terreni ad eccezione dei Sala e dei Fossati, ma che sfruttano l'istinto di sopravvivenza dei pochi residenti. verso la fine del XVIII secolo, poco prima dell'invasione napoleonica, Milzano possedeva solo quattro aziende, di scarsa produttività poiché esposte alla siccità o allo straripamento del Mella, come dimostra una relazione dell'ispettore veneto Zonin nel 1783. Ogni azienda oltre alla casa padronale aveva le misere e malsane abitazioni dei contadini, un'enorme aia, alcuni barchessali, stalle basse ed umide, scarsamente aerate, destinate anche al riposo notturno del personale pagato a giornata.

Solo con la grande bonifica della seconda metà del XIX secolo si assiste ad un netto miglioramento nella tecnica della conduzione dei campi e nella situazione igienico sanitaria degli abitanti. In seguito a questa riforma l'economia di Milzano assume una dimensione completamente nuova e l'aspetto demografico del paese fa un notevole passo avanti come si può constatare mettendo a confronto le relazioni vescovili nell'inizio del XIX secolo che parlano di 600 abitanti con i censimenti della fine del secolo che rilevano un numero di residenti in certi casi superiore ai mille abitanti. Durante il periodo napoleonico a causa della sua scarsità demografica Milzano era stato addirittura aggregato ad Alfianello, in un carosello di spostamenti al quale fu abituato nel corso della sua storia molto antica.

Nel 1880 non è più la dimora soprattutto dei ricchi proprietari, che qui amavano passare le vacanze estive in attesa di raccogliere i frutti della terra lavorata dai loro coloni. La terra coltivabile aumenta in superficie, si costruiscono cascine, nascono nuove aziende agricole condotte dai proprietari o dagli affittuali che risiedono stabilmente sul posto della produzione. Assume quindi l'aspetto di un paese agricolo che avanza con tutti i problemi connessi alla rivoluzione sociale e culturale."

Nel 1928 1 Agosto, venne aggregato al Comune di Pralboino e restò frazione per 20 anni.

Nel 1948 comincia la vera storia di questo giovane Comune. (Tratto da: Due fiumi una storia; del Prof. Paolo Pietta)